Per la maggior parte degli uffici, la scadenza di un contratto di locazione comporta la fine dei lavori di allestimento. Lo studio di Sydney di Woods Bagot, recentemente ristrutturato, è stato progettato partendo da un presupposto diverso: e se non si dovesse lasciare nulla alle spalle?
Per Kirsti Simpson, partner di Woods Bagot e responsabile globale del settore Workplace, la longevità è diventata uno degli aspetti fondamentali nella progettazione degli spazi di lavoro contemporanei.
«Il dibattito sulla sostenibilità sul posto di lavoro si concentra spesso sulle prestazioni operative, ma una delle maggiori opportunità risiede proprio nella progettazione di spazi che mantengano la loro rilevanza più a lungo», afferma Simpson.
«Gli ambienti di lavoro devono essere in grado di evolversi di pari passo con le organizzazioni che supportano. L’adattabilità è fondamentale per creare ambienti duraturi che continuino a generare valore nel tempo.»
Questo modello progettuale ha guidato ogni aspetto della ristrutturazione dello studio di Sydney. A seguito della decisione di rimanere nella sede storica di Wynyard, Woods Bagot ha affrontato il progetto come un’opportunità per ripensare il ciclo di vita convenzionale degli allestimenti interni e dimostrare nella pratica un modello alternativo.
“La ristrutturazione del nostro studio funge da prototipo funzionante”, afferma Hayden Crawford, socio di Woods Bagot e responsabile del progetto. “Ci permette di mettere alla prova le idee, comprenderne l’evoluzione nel tempo e dimostrare come gli ambienti di lavoro possano offrire maggiore flessibilità, sostenibilità e valore a lungo termine”.
Anziché considerare lo spazio di lavoro come un risultato definitivo, il progetto definisce un quadro flessibile in grado di rispondere ai cambiamenti futuri. Gli elementi esistenti sono stati mantenuti ove possibile, riducendo l’impatto ambientale intrinseco e preservando al contempo il carattere e la storia dello studio. I nuovi interventi sono stati concepiti come inserimenti modulari che possono essere riconfigurati, riposizionati e riutilizzati man mano che le esigenze evolvono.
Al centro dello spazio di lavoro si trova un “villaggio delle riunioni” che funge sia da punto di riferimento sociale che da polo di collaborazione. Progettato come sistema architettonico smontabile, offre una varietà di spazi per revisioni di progetto, workshop, discussioni informali e interazione con i clienti, pur rimanendo adattabile alle esigenze future.
Il “villaggio” riflette una filosofia progettuale più ampia che permea l’intero studio. Gli ambienti di lavoro, gli spazi di incontro e gli elementi di falegnameria sono organizzati secondo un sistema modulare, creando un linguaggio architettonico coerente in grado di adattarsi al cambiamento senza compromettere l’integrità del progetto.
Per Crawford, il successo di un ambiente di lavoro si misura tanto in base all’atmosfera che vi si respira quanto in base ai risultati ottenuti.
«Volevamo creare uno studio in cui le persone si sentissero davvero a proprio agio», afferma Crawford. «Il luogo di lavoro è diventato un punto di riferimento per la collaborazione, la creatività e le relazioni interpersonali. Per noi quell’esperienza era importante tanto quanto le prestazioni tecniche dello spazio».
Ispirandosi a concetti solitamente associati al settore dell’ospitalità e alla progettazione residenziale, lo studio privilegia il calore, il comfort e l’interazione sociale. Gli spazi comuni sono disposti in modo da sfruttare al massimo la luce naturale e la vista su Wynyard Park, mentre la scelta dei materiali, l’illuminazione e l’arredamento creano un ambiente accogliente, piacevole al tatto e decisamente a misura d’uomo.
«Volevamo creare un ambiente di lavoro in grado di adattarsi continuamente, pur mantenendo un forte senso di identità», afferma Crawford. «Ogni intervento è stato valutato in un’ottica di durabilità, dai materiali che abbiamo conservato agli elementi progettati per essere smontati e riutilizzati in futuro».
La strategia si estende a ogni livello del progetto. Postazioni di lavoro regolabili in altezza, sistemi di falegnameria adattabili ed elementi architettonici smontabili consentono di riconfigurare l’ambiente di lavoro con un intervento minimo man mano che i team, i progetti e le priorità si evolvono.
Si osserva un netto gradiente di tipologie spaziali. Le aree dedicate ai clienti sono raggruppate in prossimità della sequenza d’ingresso, mentre le zone dedicate alla realizzazione di modelli, alle librerie dei materiali e ai progetti collaborativi rafforzano la cultura della creatività e dello scambio che caratterizza lo studio.
«I migliori ambienti di lavoro di oggi trasmettono un senso di generosità», afferma Crawford. «Favoriscono la concentrazione sul lavoro, ma creano anche opportunità di dialogo, scambio e senso di comunità. Volevamo che lo studio trasmettesse un’atmosfera aperta, coinvolgente e in sintonia con la cultura dello studio».
Questa enfasi sull’esperienza è evidente in ogni angolo dello spazio di lavoro. Modelli, prototipi e campioni di materiali sono integrati nell’ambiente quotidiano, valorizzando il processo creativo e rafforzando la cultura multidisciplinare dello studio. Gli spazi dedicati ai progetti collaborativi favoriscono l’interazione tra i team, mentre le zone più tranquille favoriscono la concentrazione e la riflessione.
È importante sottolineare che queste caratteristiche esperienziali si affiancano a un rigoroso programma di sostenibilità. I sistemi di scaffalature esistenti, gli spazi della biblioteca e gli elementi dell’edificio di base sono stati mantenuti e integrati nel nuovo progetto. Sistemi architettonici smontabili, elementi di falegnameria adattabili e postazioni di lavoro regolabili in altezza garantiscono una flessibilità continua, riducendo al contempo la necessità di future demolizioni e sostituzioni. La scelta dei materiali è stata guidata da criteri di durata, riciclabilità e prestazioni a lungo termine.
«L’adattabilità, in definitiva, è una questione di gestione responsabile», afferma Simpson. «Si tratta di progettare ambienti in grado di rispondere al cambiamento, preservando al contempo il valore delle risorse, dei materiali e degli investimenti già in essi incorporati».
Il progetto si basa sulla più ampia ricerca condotta da Woods Bagot sui sistemi di lavoro adattabili, compresa la collaborazione con Dexus nell’ambito dell’iniziativa Forever Fitout, che esplora come gli spazi di lavoro possano ridurre l’impronta di carbonio incorporata e prolungare il ciclo di vita degli allestimenti attraverso una progettazione orientata allo smontaggio.
«Gli spazi che creiamo dovrebbero essere in grado di crescere insieme alle persone che li utilizzano», afferma Simpson. «Quando un ambiente di lavoro viene progettato pensando alla durata nel tempo, mantiene il proprio valore, la propria adattabilità e la propria importanza per molto più tempo».
Richieste dei media: Adrien Moffatt: Responsabile Contenuti e Comunicazione (Australia)
Tianjin, Cina
San Francisco, Stati Uniti
Shanghai, Cina
Perth, Australia
Fuzhou, Cina
Brisbane, Australia
Hong Kong, Cina
New York, Stati Uniti