Te Tumu: Creato per creare legami, radicato in Aotearoa
Te Tumu, il Centro Congressi Internazionale della Nuova Zelanda (NZICC), è il centro congressi più recente e più grande di Aotearoa, progettato dallo studio di architettura composto da Warren and Mahoney, Woods Bagot e Moller Architects.
Parla con Eric Buhrs del New Zealand International Convention Centre (NZICC)
Situato nel cuore di Tamaki Makaurau Auckland, il progetto gode di una posizione strategica che gli consente di interagire con l'ecosistema dell'innovazione di Auckland, costituito da università, sedi aziendali e centri commerciali. Oltre a una posizione centrale e ben collegata, il sito beneficia anche di un contatto visivo con il paesaggio naturale, con una vista che spazia dai monti Waitakere al porto di Waitemata.
Occupando metà di un isolato e delimitato da tre arterie stradali ad alto traffico, il nuovo centro valorizza l'area grazie a un atrio integrato e a vicoli pubblici. Il progetto prevede una pianta flessibile a livelli sovrapposti che consente ai partecipanti di spostarsi agevolmente tra gli spazi dedicati alle riunioni, alle esposizioni e agli spettacoli.
Te Tumu comprende una sala plenaria da 2.850 posti; oltre 8.000 metri quadrati di spazi espositivi modulabili; e 33 sale riunioni modulari in grado di ospitare sia incontri ristretti che grandi raduni. La struttura adattabile e smontabile garantisce una resilienza a lungo termine, evitando l'impronta di carbonio associata a future ristrutturazioni.
Grazie alla competenza di Woods Bagot in materia di architettura d'interni e centri congressi, il progetto integra acciaio annerito e legno massello di faggio argentato, creando un contrasto tra chiaro e scuro che richiama la spettacolare bellezza naturale del paesaggio neozelandese.
Il vicedirettore e responsabile del progetto Eric Buhrs afferma che il design degli interni non è solo estremamente funzionale, ma anche profondamente radicato nel contesto locale, incorporando le storie della whenua (terra) e del whakapapa (ascendenza) nella struttura dell'edificio.
«Ispirato al concetto di“Una lingua, molte voci”, il nostro progetto per il NZICC traduce le trame, le storie e lo spirito di Aotearoa in un punto di riferimento urbano contemporaneo», afferma Buhrs. «Attingendo alle forme dinamiche del paesaggio neozelandese e alla ricchezza della narrativa culturale maori, il centro parla con una voce inconfondibilmente locale, accogliendo al contempo il mondo intero».
Il nome Te Tumu – che significa «le fondamenta» o «ceppo d’albero» – è stato donato dalla tribù Ngāti Whātua Ōrākei e simboleggia una fonte potente e una base solida da cui scaturisce la crescita.
«Ispirato al concetto“Una lingua, molte voci”, il nostro progetto per il NZICC traduce le trame, le storie e lo spirito di Aotearoa in un punto di riferimento urbano contemporaneo. Attingendo alle forme dinamiche del paesaggio neozelandese e alla ricchezza della narrativa culturale maori, il centro parla con una voce inconfondibilmente locale, accogliendo al contempo il mondo intero.»
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27 maggio 2024
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