Oltre 80 ospiti – clienti, personalità di spicco e soci di Woods Bagot – si sono riuniti per celebrare la storia dello studio nel primo edificio progettato dai fondatori Edward John Woods e Walter Bagot.
Nik Karalis, amministratore delegato di Woods Bagot, attribuisce la longevità dello studio al costante impegno nel promuovere lo scopo dell'architettura.
«Non abbiamo paura del cambiamento», ha affermato. «Nutriamo una curiosità incessante nei confronti dei progressi nei processi di costruzione e nel settore edile, delle tecnologie emergenti e, soprattutto, di come le persone utilizzano effettivamente gli spazi, non di come pensiamo che li utilizzino».
Woods Bagot è stata fondata con l'idea di progettare in funzione della crescita futura, sia delle città che delle persone. Questo chiaro principio guida rimane il fondamento dello studio e ne ha alimentato l'espansione, che da un unico studio ad Adelaide è arrivata a contare oggi 15 sedi in tutto il mondo, coprendo più di nove tipologie settoriali che danno vita a edifici e complessi urbani olistici in ogni angolo del globo.
«Il nostro approccio è inclusivo, abbiamo celebrato la diversità ben prima che diventasse politicamente corretto e, soprattutto, siamo pronti a recarci in ogni angolo del mondo per mettere la nostra esperienza al servizio delle ambizioni visionarie dei nostri clienti», ha affermato Karalis.
Uno dei cambiamenti più significativi nell'ambiente urbano di questo secolo ha riguardato gli spazi condivisi e l'aggregazione delle comunità. Il lavoro dell'architetto, afferma Karalis, è ormai una rete intricata e affascinante di interconnessioni.
«I progetti sono più complessi, poiché in complessi edilizi coerenti si fondono una grande varietà di destinazioni d'uso ed esigenze. Lo chiamiamo "sfumatura settoriale", un fenomeno in cui i confini tra le diverse destinazioni d'uso vengono cancellati e sostituiti da un tessuto connettivo.»
Il design digitale, la produzione robotizzata, l'ecologia e i nuovi metodi di assemblaggio sono gli attuali fattori di rivoluzione nel settore dell'edilizia. Karalis prevede che i progressi nell'edilizia digitale e le relazioni con gli appaltatori e i clienti consentiranno di allineare meglio il progetto alle intenzioni. Per far progredire l'architettura, Woods Bagot continua a investire massicciamente in SUPERSPACE, il proprio gruppo di ricerca e tecnologia che sta sostituendo la tradizionale analisi degli spazi con un'analisi esperienziale.
«Grazie a SUPERSPACE intravediamo il mondo di possibilità che si apre grazie alla nostra capacità di mappare e raccogliere dati su diverse scale, che si tratti di città, economie, clienti, edifici o utenti finali. Per creare i “brief degli utenti” sfruttiamo i dati e ci inseriamo sin dalle prime fasi del processo, chiedendo alle persone di cosa hanno bisogno per realizzare il proprio potenziale umano», ha affermato Karalis.
Le analisi esperienziali mettono in luce la dimensione tattile ed emotiva del modo in cui le persone reagiscono allo spazio, al volume, alla luce e all’oscurità: ed è proprio questo, secondo Karalis, che dovrebbe essere la pratica dell’architettura. Egli confuta l’idea secondo cui la tecnologia e i dati comportino una perdita di contatto umano.
Questa pietra miliare celebra tre secoli di innovazione architettonica, e la dirigenza prevede che questi importanti cambiamenti tecnologici e basati sui dati ci condurranno ancora più lontano nel futuro.
«Negli ultimi anni abbiamo coraggiosamente preso le distanze dai nostri fondatori. Questo ci ha permesso di anticipare i cambiamenti e di adattarci con una flessibilità che ci consente di innovare continuamente e di rimanere al passo con i tempi anche nel prossimo secolo», ha dichiarato Karalis ai presenti.
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