Nell’ambito del programma MPavilion 10, Woods Bagot ha organizzato un dibattito sul ruolo della memoria nell’ambiente costruito, riflettendo su cosa renda un luogo degno di essere protetto; su come la memoria possa essere preservata nella forma architettonica; e su dove risieda l’identità di un edificio: nei suoi mattoni e nella sua malta, o nelle storie immateriali delle persone che lo animano?
Giunto alla sua decima edizione, il padiglione 2023/24 è stato progettato dal vincitore del Premio Pritzker Tadao Ando e rappresenta il primo progetto in assoluto dell'architetto in Australasia. Ogni anno, il padiglione offre uno spazio pubblico dedicato a eventi, approfondimenti, conversazioni e dibattiti, affermandosi come il principale laboratorio culturale della città.
Ispirato ogni anno da una serie di temi, uno dei concetti portanti del programma 2023/24 è quello dei «ricordi del luogo», che prende in esame il dialogo tra l’architettura e l’ambiente circostante, interrogandosi sul perché i paesaggi siano significativi per la nostra memoria collettiva e su come potremmo preservarli per le generazioni future.
Da sinistra a destra: Emily Wong, Lou Weis, Bryan Cush, Sue Fenton, Millie Cattlin.
Ispirandosi al tema dei «ricordi legati al luogo», Woods Bagot ha organizzato un dibattito incentrato sul concetto di continuità nell’ambiente costruito, riflettendo su come potrebbe concretizzarsi la «cura» del nostro patrimonio culturale nelXXI secolo.
La conversazione è iniziata con l'analisi del progetto di riutilizzo adattivo realizzato da Woods Bagot su un magazzino della lana risalente a 122 anni fa: lo Younghusband Woolstore a Kensington e vari edifici di inizio secolo. Dopo essere stato un magazzino operativo per lana, pelli e sego, l'edificio è stato utilizzato come deposito per l'Australian Ballet e ha offerto spazi per studi a prezzi accessibili a piccole imprese creative. Il sito è stato ora acquistato da un consorzio di sviluppatori e Woods Bagot sta contribuendo a trasformare lo spazio in un villaggio commerciale urbano a uso misto.
Il caso di studio Younghusband ha offerto uno spunto per avviare un dibattito più ampio sul futuro dei nostri beni culturali nei centri urbani, mettendo in luce sia i benefici derivanti dagli sforzi di conservazione sia il potenziale allontanamento delle comunità legate al fenomeno della gentrificazione.
Lou Weis, fondatore e direttore creativo di Broached Commissions
Sue Fenton, socio senior, Woods Bagot
Sue Fenton, responsabile del design d'interni presso Younghusband e senior associate di Woods Bagot, è stata affiancata da Bryan Cush, artigiano ed ex inquilino di Younghusband; da Lou Weis, fondatore e direttore artistico di Broached Commissions; e da Millie Cattlin, responsabile dei programmi sociali e direttrice creativa di These Are The Projects We Do Together.
La conversazione è stata sapientemente moderata da Emily Wong (Landscape Architecture Australia), con spunti di riflessione quali: quali ricordi conserviamo nelle forme architettoniche? E cosa si perde in termini di coesione sociale e identità culturale unica quando le comunità esistenti vengono allontanate a causa della gentrificazione?
Sue Fenton ha parlato della rilevanza della memoria e del ruolo che architetti e designer svolgono nel far riemergere le storie dei luoghi attraverso un restauro attento e un approccio "delicato". Sue ha inoltre affrontato le difficoltà legate alle tempistiche serrate dei progetti di progettazione e la necessità di un coinvolgimento profondo e significativo con i custodi dei siti e la comunità, al fine di realizzare edifici pubblici che apportino un contributo autentico.
Bryan Cush ha parlato della necessità di spazi per studi a prezzi accessibili nel CBD e dell'importanza delle organizzazioni di base e degli ecosistemi delle piccole imprese per l'identità della comunità. Bryan ha inoltre condiviso la sua esperienza lavorativa sia allo Younghusband Woolstore che alla Jack’s Magazine a Maribyrnong, descrivendo come lavorare in questi spazi storici ricchi di tradizione contribuisca al suo processo creativo.
Attraverso i suoi progetti temporanei come Testing Grounds, Siteworks e The Quarry, Millie Cattlin ci ha aiutato a comprendere come integrare strategie guidate dalla comunità per ridurre al minimo lo sfollamento, valorizzare il patrimonio culturale e creare spazi socialmente inclusivi. Essendo il suo studio multidisciplinare, i finanziamenti per i progetti di Millie rientrano spesso in un budget generico di “manutenzione” e, in quanto tale, il suo compito è stato quello di promuovere i siti dal punto di vista culturale, creativo e materiale.
Millie sostiene che la figura del «custode», così come la intendevamo un tempo, stia perdendo terreno nell’immaginario collettivo, poiché i servizi di manutenzione degli edifici vengono sempre più spesso esternalizzati, razionalizzati, automatizzati e resi anonimi. Tuttavia, sostiene, è fondamentale non relegare questo lavoro nelle tenebre e nelle profondità oscure dell’invisibile.
Lou Weis ha parlato del ruolo dell'arte pubblica nell'abbellire gli spazi pubblici, oltre che nel promuovere un senso di memoria collettiva e identità culturale e nel rafforzare il nostro legame con il territorio. Lou ha inoltre chiarito la natura intrinsecamente controversa delle commissioni di arte pubblica che estetizzano il potere e rafforzano i sistemi di credenze della minoranza dominante.
Insieme, consulenti d'arte, architetti, designer e artigiani hanno discusso su come valorizzare il nostro patrimonio storico affinché possa contribuire al meglio alla società – dal punto di vista estetico, culturale ed economico – senza compromettere la coesione sociale, la ricchezza culturale e le storie immateriali delle comunità già esistenti.
Ascolta questa conversazione negli archivi di MPavilion.
Da oltre vent'anni, Vern “Hollywood” Anagnostou, soprannominato così per il suo stile eccentrico e la sua anima rock’n’roll, è il gestore dello Younghusband Wool Store a Kensington, un progetto di riutilizzo funzionale che Woods Bagot sta trasformando in spazi commerciali modulabili.
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