Un interno plasmato dall'acqua, dalla memoria e dalla tranquilla profondità del blu.
Ispirati ai cinque elementi della natura, gli spazi di THE Park New Delhi sono concepiti per stimolare i sensi attraverso colori, texture e forme. Tyde, un ristorante di recente inaugurazione progettato da Woods Bagot, si presenta come un’installazione suggestiva in cui convergono acqua, memoria, artigianato e geometria. Fluido e coinvolgente, lo spazio attinge a una delle forze più elementari della natura, l’acqua, non solo come motivo visivo, ma come corrente sotterranea culturale ed emotiva. In India, l’acqua è portatrice di rituali e mitologia, plasmando città, tradizioni, agricoltura, architettura e cerimonie.
Parla con Samer Charara degli interni per il settore dell'ospitalità
La narrazione progettuale trae ispirazione anche dalla geometria del Jantar Mantar, l’osservatorio astronomico del XVIII secolo situato a Nuova Delhi. I suoi cerchi calibrati, i suoi allineamenti e i suoi vuoti vengono reinterpretati in tutto il ristorante come un linguaggio contemporaneo di fluidità, in cui i percorsi si snodano con silenziosa intenzionalità e le linee visive sono incorniciate con chiarezza matematica. Le curve si addolciscono in angoli intimi prima di dissolversi nuovamente in un panorama gastronomico aperto. L’effetto è uno spazio che appare ordinato ma emotivamente fluido.
Al centro del ristorante si trova un’installazione scultorea intitolata *Dar Badar*, opera dell’artista Mohd. Intiyaz. L’installazione invita gli spettatori a riflettere su tematiche quali l’accesso all’acqua, la fragilità dei sistemi e la responsabilità ambientale, e a valutare la propria posizione al riguardo. Attraverso figure senza volto e forme estetizzate, Mohd. Intiyaz riflette sul crescente senso di anonimato nella società contemporanea, in cui gli individui vengono gradualmente assorbiti da sistemi più ampi, spesso invisibili, plasmati dal cambiamento continuo.
La composizione ritmica richiama alla mente antichi canali d’acqua, condotte industriali e la geometria a gradini dei baoli indiani. La luce filtra attraverso il reticolo metallico creando motivi cangianti, proiettando riflessi che si evolvono nel corso della giornata come increspature sull’acqua. L’ottone conferisce calore alla palette di colori indaco più freddi del ristorante, incarnando il dialogo tra contenimento e movimento, permanenza e mutamento.
Ad ammorbidire questa struttura architettonica sono i paesaggi tessili immersivi dell’artista Hansika Sharma. “Fragments of the Ocean” e “Within the Ocean” vagano attraverso la poesia nascosta del mare. Su uno sfondo dalle ricche profondità indaco, riflessi metallici, specchi, perline e intricati ricami a mano si fondono in composizioni stratificate che appaiono al tempo stesso elementari e oniriche, evocando le maree, il sale, la memoria e il silenzioso mistero dei mondi sommersi.
In tutto il ristorante, il blu va oltre il semplice colore. Diventa atmosfera, temperatura e registro emotivo. L’indaco richiama le antiche tradizioni tintorie dell’India, dove il colore emerge lentamente attraverso l’immersione, l’ossidazione, la ripetizione e il tempo. L’ottone apporta calore e luminosità in contrasto con queste tonalità più fredde, mentre le superfici ruvide e gli arredi realizzati a mano rafforzano il senso di tattilità e di presenza umana. L’interazione tra geometria e morbidezza, precisione e artigianato, crea un interno dall’atmosfera contemporanea.
L'illuminazione si evolve al ritmo della giornata. La mattina è luminosa e piena di energia, con le superfici riflettenti che amplificano la luce naturale. Verso sera, l'atmosfera assume un carattere cinematografico, mentre l'indaco si fa più intenso e l'ottone risplende del calore ambrato.
Tyde si rivela ben più di un semplice ristorante. È un ambiente sensoriale accuratamente orchestrato: un’espressione contemporanea dell’India in cui artigianato, simbolismo, arte e rituali si intrecciano attraverso la luce, le texture, i riflessi e la profondità del blu.