Situato sulle terre dei Kaurna, il progetto dell'edificio di Adelaide, in Australia, si ispira al profondo legame degli aborigeni con la terra, il luogo e la comunità, con strati interconnessi che costituiscono il fondamento del progetto.
Il Tarrkarri – Centro per le culture delle Prime Nazioni rappresenta un nuovo modello che mette in luce il passato, il presente e il futuro delle culture aborigene, sostenendo al contempo le pratiche artistiche contemporanee e gli eventi interdisciplinari.
Le gallerie del piano inferiore e i paesaggi terrazzati sono ricavati dal terreno e offrono spazi espositivi al coperto, aree per spettacoli e un punto di ritrovo per le cerimonie di benvenuto alla terra (Welcome to Country) all’interno dell’anfiteatro all’aperto. Le aperture nelle gallerie superiori incorniciano vedute rivolte verso il cielo e l’ambiente naturale circostante, mettendo al contempo in luce le attività che si svolgono all’interno, a simboleggiare la sincerità e la trasparenza. Tarrkarri offre spazi espositivi diversificati – che variano per dimensioni, altezza e qualità della luce, ciascuno con vista sull’ambiente naturale – fondendo senza soluzione di continuità l’interno con l’esterno, il naturale con l’artificiale.
Parla con Rosina Di Maria del Tarrkarri – Centro per le culture delle Prime Nazioni
Tra questi livelli espositivi si trova un piano terra di ingresso estremamente accogliente che si estende verso il territorio in tutte le direzioni e riorienta l'edificio e il suo ingresso verso Kaingka Wirra (il Giardino Botanico di Adelaide). Ulteriori 8.100 metri quadrati di spazio pubblico accolgono i visitatori con un dolce pendio ricoperto di vegetazione autoctona lungo North Terrace, garantendo un accesso senza soluzione di continuità.
Il cuore dell’edificio è costituito da uno spazio flessibile di tre piani, destinato a incontri e spettacoli, attorno al quale i visitatori si muovono a spirale mentre si dirigono verso i diversi livelli. Per la struttura e il rivestimento esterno (facciata), il team di progettazione ha tratto ispirazione dalle strutture abitative temporanee create dalle popolazioni aborigene in tutta l’Australia, note con nomi quali “wurlie” e “humpy”. Un nido di colonne simile a un cesto modella lo spazio centrale e funge da punto di ancoraggio per l’intero edificio, ponendo la narrazione al centro della struttura. Su questa struttura è drappeggiato un rivestimento intrecciato che luccica delicatamente e si apre per ricollegare l’arte e le culture aborigene al pubblico e al Paese.
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