Progettata da Woods Bagot in collaborazione con John McAslan + Partners, la Central Station ridefinisce il ruolo di un nodo di trasporto, trasformando Central in uno spazio pubblico integrato e in una simbolica “Porta d’accesso a Sydney”.
«Questo progetto si propone come la “Porta d’accesso a Sydney”, integrando perfettamente questo punto di riferimento storico con la vita pubblica contemporanea e una rete di trasporti moderna, creando un nodo di trasporto multimodale che unisce cultura, funzionalità ed estetica», afferma il giudice Haobo Wei.
Al centro di questa trasformazione c'è la realizzazione di una nuova linea della metropolitana sotto una stazione già in funzione che attualmente serve 270.000 passeggeri al giorno, cifra destinata a salire a 450.000.
«L'ampio atrio nord migliora notevolmente la circolazione e la leggibilità, mentre la passerella centrale funge da collegamento arterioso che integra l'accessibilità con una navigazione intuitiva per coordinare il flusso pedonale e migliorare l'esperienza dei clienti», afferma John Prentice, socio di Woods Bagot e responsabile globale per i trasporti.
Nelle aree sotterranee si è cercato di sfruttare al massimo la luce naturale per facilitare l'orientamento, rendendo il percorso intuitivo grazie a sottili indicazioni visive.
«Il risultato è una stazione che appare più luminosa, più aperta e più facile da percorrere», afferma Prentice. «La Stazione Centrale è diventata una meta a sé stante: un luogo dove le persone non si limitano a passare, ma dove vanno apposta».
La parete dell'orologio della Stazione Centrale
Conciliare la tutela del patrimonio storico con le esigenze di un nodo di trasporto a prova di futuro ha rappresentato una delle sfide più impegnative del progetto. «La nostra sfida era quella di realizzare un progetto destinato a durare per i prossimi 150 anni, ampliando la capacità e onorando al contempo l’eredità architettonica di Walter Vernon», afferma Prentice.
«Elementi iconici come la Torre dell'Orologio e il Grand Concourse con le sue volte rimangono al centro dell'identità della stazione, mentre le nuove aggiunte rendono omaggio alla ricca storia di Sydney.»
Una delle caratteristiche progettuali messe in risalto dalla giuria del premio è la “Parete dell’Orologio”, un omaggio alla storica funzione di misurazione del tempo della stazione.
«L'introduzione della nuova metropolitana permette ai passeggeri di muoversi senza dover fare riferimento agli orari — un tempo parte integrante dei viaggi in treno — preservando al contempo lo spirito della Torre dell'Orologio della stazione, storicamente nota come "l'orologio degli operai"», afferma Prentice.
«La sfida progettuale consisteva nell’integrare il patrimonio storico in modo tale da favorire il funzionamento della stazione senza però relegarlo a un ruolo secondario.»
La nuova copertura della piattaforma è stata appositamente progettata per garantire una vista libera sulla Torre dell'Orologio, migliorando l'orientamento e preservando al contempo l'importanza simbolica di questo punto di riferimento. «L'edificio [dell'Electric], ripulito e ristrutturato, costituisce ora la quarta parete del nuovo spazio pubblico del Northern Concourse», afferma Prentice.
Il progetto di riqualificazione comprende anche l’«Artefact Wall», un’esposizione interattiva che presenta porcellane, oggetti in vetro, una chiave e altri reperti rinvenuti durante gli scavi archeologici.
«I passeggeri possono interagire con una mappa che mostra i luoghi di interesse e scoprire la ricca storia del sito», afferma Prentice, sottolineando l’importanza attribuita alla narrazione e al coinvolgimento del pubblico in tutto il progetto. La riprogettazione non solo celebra il passato di Sydney, ma rafforza anche i suoi futuri collegamenti urbani.
«Central Walk, un nuovo passaggio pedonale sotterraneo, alleggerisce il traffico e migliora i collegamenti», afferma Prentice. «L'ingresso orientale, situato strategicamente in Chalmers Street, crea un collegamento fondamentale con Surry Hills e la metropolitana leggera di Sydney, unendo in modo efficace quartieri che prima erano isolati».
L'ulteriore integrazione con la città circostante è favorita dal potenziamento dei collegamenti presso la piazza di Eddy Avenue e dalla previsione di futuri collegamenti con George Street, Elizabeth Street e il Western Forecourt.
«Il marcato orientamento nord-sud ed est-ovest dei nuovi atri razionalizza i percorsi sotterranei e ripristina i collegamenti con lo spazio pubblico circostante», afferma Prentice.
Il nuovo ruolo della stazione come motore culturale ed economico è fondamentale per la visione del governo riguardo all'area circostante, nota come «Tech Central».
«Gli investimenti nelle infrastrutture fungono da catalizzatore per la rigenerazione urbana», afferma Prentice. «La Stazione Centrale diventa sia una spina dorsale infrastrutturale che un motore economico: un luogo in cui l'aumento del flusso pedonale favorisce naturalmente l'attività commerciale, lo scambio culturale e la rigenerazione urbana nel cuore geografico di Sydney».
La «parete dei reperti» della Stazione Centrale
L'arte pubblica arricchisce il carattere del luogo, con opere di Rose Nolan e l'interpretazione del patrimonio aborigeno attraverso le installazioni di Bronwyn Bancroft.
«Abbiamo deciso di raccontare al pubblico la nostra storia architettonica», afferma Prentice, riferendosi con affetto alla Parete dell’Orologio.
«Le forme sono state originariamente ideate partendo dall’interesse per la storia della sincronizzazione oraria delle reti e dalle innovazioni introdotte nella metropolitana per garantire un servizio veloce e affidabile senza orari prestabiliti.»
La scelta dei materiali riflette inoltre un profondo interesse per la storia e la sostenibilità.
«Il profilo dei pannelli murali si ispira ai blocchi di arenaria grezzi e levigati presenti nell'edificio esistente», afferma Prentice.
«Nel corso del processo di progettazione, i pannelli hanno assunto una forma romboidale per rispecchiare i modelli di movimento predominanti. Inoltre, abbiamo utilizzato il GRC [calcestruzzo armato con fibra di vetro] per realizzare una soluzione ingegneristica, invece di ricorrere alla pietra arenaria, che è una risorsa in esaurimento.»
Che si tratti di viaggiatori internazionali in arrivo con la linea dell'aeroporto o di pendolari extraurbani, la Stazione Centrale offre ora un'esperienza di arrivo davvero unica.
«Quando i clienti arrivano nel sottosuolo, le dimensioni dello spazio e i materiali utilizzati contribuiscono a distinguere questa stazione dalle altre della rete», afferma Prentice. «Abbiamo inoltre sfruttato l’architettura come strumento per facilitare l’orientamento in tutto l’edificio».
Richieste dei media: Adrien Moffatt: Specialista in contenuti e comunicazione (Australia)
Piattaforme della metropolitana di Sydney alla Stazione Centrale
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