17 dicembre 2018
17 dicembre 2018

L'amministratore delegato Nik Karalis e il presidente del Design Council James Sanders firmano un editoriale sul "Los Angeles Times" dedicato al tema "Parking to Places"

In un editoriale pubblicato lunedì 17 dicembre 2018 sul Los Angeles Times, l'amministratore delegato Nik Karalis e il presidente del Design Council James Sanders hanno analizzato i recenti cambiamenti nel settore dei trasporti in atto in tutta Los Angeles. Queste nuove opzioni – quali piste ciclabili, linee ferroviarie e di autobus, servizi di car sharing e monopattini elettrici – stanno avendo un impatto particolarmente profondo su una città letteralmente plasmata dai parcheggi.

Negli ultimi due decenni la città ha imposto la realizzazione di un numero consistente di posti auto per i nuovi complessi residenziali, il che oggi si traduce in spazi di parcheggio superflui e indesiderati che occupano una superficie considerevole. Allo stesso tempo, si è registrato un forte aumento delle nuove opzioni di mobilità, nessuna delle quali richiede un parcheggio per veicoli. Di fronte all'enorme quantità di terreno che potrebbe essere utilizzato per altri scopi, Woods Bagot ha riconsiderato come Los Angeles potrebbe riutilizzare i parcheggi sottoutilizzati nel suo studio pubblicato di recente, MORE LA: Transforming Parking to Places in Southern California, presentato alla conferenza sulla mobilità globale LA CoMotion.

Per leggere l'articolo per intero, visita il sito del Los Angeles Times oppure scorri verso il basso per leggerlo qui sotto.

«Los Angeles è una città piena di parcheggi. Ma non deve per forza essere così.»

Negli ultimi anni, gli abitanti di Los Angeles hanno visto nascere ogni sorta di nuove opzioni di trasporto che stanno rivoluzionando il modo in cui le persone si spostano in città. Le piste ciclabili, i servizi di bike sharing e i monopattini elettrici hanno dato un forte impulso agli spostamenti su due ruote; sono in costruzione nuove linee ferroviarie e di autobus rapidi per invogliare i pendolari dei sobborghi ad abbandonare l'auto; e i servizi di Lyft e Uber sono sempre a portata di mano.

Queste opzioni di trasporto hanno qualcosa in comune: non richiedono di parcheggiare l'auto.

È difficile sopravvalutare l’impatto che la necessità di parcheggi ha avuto sul volto di Los Angeles. Per gran parte del secolo scorso, la città ha imposto la realizzazione di parcheggi praticamente per ogni progetto approvato, con un minimo di circa due posti auto per unità residenziale e un posto auto ogni 9,3 metri quadrati di superficie commerciale. In pratica, questi requisiti comportano che i parcheggi occupino spesso la metà dello spazio dell’insediamento che servono. Forse più di qualsiasi altro singolo fattore, queste rigide regole hanno definito la forma fisica della città, con vasti parcheggi asfaltati e garage in cemento che occupano ettari di terreno di prim'ordine, non solo nel centro della città ma in tutta Los Angeles.

Allora, cosa succederà ora che la rivoluzione della mobilità continua e la necessità di parcheggi diminuisce? Come potremmo sfruttare al meglio quei chilometri di parcheggi all'aperto già esistenti? E se fosse possibile ridurre drasticamente, o in alcuni casi eliminare del tutto, i requisiti minimi di parcheggi previsti per i nuovi progetti edilizi?

Nell'ambito di un recente studio condotto in vista della conferenza LA CoMotion, che si tiene ogni novembre a Los Angeles, abbiamo approfondito queste tematiche, giungendo ad alcune conclusioni sorprendenti.

Il nostro primo compito è stato quello di quantificare esattamente quale porzione della città odierna sia stata destinata ai parcheggi. Da uno studio cartografico dettagliato è emerso che 25,4 miglia quadrate del centro metropolitano di Los Angeles sono occupate da parcheggi all’aperto, un’area più estesa dell’intera Manhattan. E questa cifra non include gli spazi destinati ai parcheggi nei parcheggi multipiano, lungo i marciapiedi e presso gli insediamenti industriali.

Il passo successivo è stato quello di analizzare in che modo quell'immensa distesa di parcheggi potesse essere riutilizzata per altre attività, più redditizie dal punto di vista economico e sociale.

Abbiamo scoperto che il bacino di Los Angeles potrebbe accogliere 750.000 nuovi abitanti se solo la metà dei suoi attuali parcheggi venisse destinata a uso residenziale. Tale crescita, che potrebbe prevedere un mix di alloggi a prezzo di mercato e a canone moderato, potrebbe essere realizzata mantenendo le densità e le altezze degli edifici attualmente in vigore nelle aree circostanti.

Il nostro ultimo passo è stato quello di valutare quali sarebbero state le conseguenze di una riduzione dei requisiti di parcheggio per i nuovi progetti edilizi. Si tratta in realtà di un esperimento già in corso, con risultati impressionanti. Una dozzina di anni fa, la città ha eliminato i requisiti di parcheggio per gli edifici storici adibiti a uffici e convertiti in appartamenti, contribuendo a trasformare il centro di Los Angeles in uno dei quartieri a uso misto più vivaci del Paese. Il successo di quell'iniziativa ha dato origine a una proposta, attualmente all'esame della città, volta ad estendere la stessa riduzione dei requisiti di parcheggio ai nuovi progetti dell'area.

E se si applicassero riduzioni simili anche ai quartieri residenziali? Un possibile risultato esaminato dal nostro studio potrebbe essere una rivisitazione in chiave contemporanea di alcuni dei modelli urbanistici più amati e iconici della città, come i complessi con cortile degli anni ’20 e ’30, in cui unità abitative di dimensioni modeste circondavano uno spazio aperto centrale abbellito da vegetazione. Queste classiche abitazioni di Los Angeles sono state più o meno impossibili da costruire negli ultimi 70 anni, in gran parte a causa dei requisiti di parcheggio. Sebbene non siano più alti di due o tre piani, e quindi in grado di inserirsi comodamente nella scala di un quartiere a bassa densità, i complessi residenziali con cortile possono raggiungere densità tre o quattro volte superiori a quelle delle case unifamiliari, promuovendo uno stile di vita più favorevole al trasporto pubblico e sostenibile dal punto di vista ambientale.

Dai parcheggi di Los Angeles, in altre parole, potrebbe nascere una città più accogliente ed equa, con un'ampia offerta di alloggi nei luoghi in cui le persone lavorano. Nel secolo scorso, Los Angeles ha aperto la strada a un modello di metropoli orientata all'auto che è stato imitato in tutto il Paese; ora, forse, può contribuire a indicare la strada verso un futuro molto diverso per le città di tutto il mondo.