La società di sviluppo Edwardian Hotels London ha deciso di integrare l'opera nell'edificio stesso, indcendo un concorso di idee vinto da Ian Monroe, pittore e scultore locale.
La sua proposta prevedeva motivi alternati di piastrelle smaltate che avrebbero rivestito gli intradossi delle finestre esterne del complesso e l'ingresso della torre. Queste piastrelle rendevano omaggio alla tradizione artigianale della zona, rinomata per la produzione di piastrelle.
La sfida principale è stata quella di realizzare questa complessa composizione. Questi mosaici lunghi oltre trenta metri hanno richiesto un livello di coordinamento senza precedenti tra gli specialisti di progettazione digitale di Woods Bagot, gli ingegneri di progetto, i consulenti e i produttori esterni, che ha portato alla posa di oltre 15.000 piastrelle in terracotta.
Tutto è iniziato con gli schizzi disegnati a mano da Monroe, nei quali ha sperimentato con colori, forme e composizioni. Ha poi realizzato dei modelli ritagliati su carta delle piastrelle che riteneva fossero la base ideale per i suoi progetti. Il team dello studio ha trasferito le forme nel software di modellazione Rhino, dove, con Monroe al loro fianco, ha trasformato i disegni da concept a progetto realizzabile. Insieme hanno valutato fattori quali dimensioni, peso e spessore ottimali, adattando la geometria delle piastrelle senza compromettere l’intento progettuale. Hanno inoltre risolto questioni pratiche, come l’adattamento del motivo agli elementi meccanici dell’edificio e, in collaborazione con gli ingegneri di Arup, il fissaggio di ciascuna piastrella alla struttura portante dell’edificio.
Il team di progettazione digitale dello studio stava già sviluppando un prototipo interattivo del progetto, utilizzando la modellazione delle informazioni di costruzione (BIM) per creare il documento di fase E da consegnare durante la fase di gara d'appalto. Il team ha deciso di utilizzare un framework BIM simile per realizzare i mosaici di Monroe, ma di portare il processo due fasi oltre: fino alla produzione e all'installazione effettive dell'opera d'arte.
Per realizzare un'opera d'arte così complessa e di tale portata, era fondamentale garantire una comunicazione costante. Woods Bagot ha importato in Rhino 30 diversi progetti, insieme alle relative schede tecniche dettagliate e alle istruzioni di installazione. Gli altri otto appaltatori incaricati della facciata hanno poi sviluppato ulteriormente questo modello digitale; in particolare, gli esperti di posa della pietra hanno aggiunto informazioni relative al sistema di fissaggio in acciaio inossidabile sul retro delle piastrelle, una soluzione messa a punto in collaborazione con gli ingegneri di progetto di Arup.
Allo stesso modo, Woods Bagot ha lavorato a stretto contatto con il produttore di terracotta, guidando i suoi artigiani, per lo più di stampo tradizionale, nell’interpretazione delle geometrie delle forme estremamente moderne di Monroe. La fase di produzione ha comportato un ritorno alle origini analogiche dei progetti creati digitalmente: la realizzazione di stampi fisici per la ceramica, seguita dalla colata, dall’essiccazione, dalla verniciatura e dalla cottura dei pezzi. La realizzazione di ogni piastrella ha richiesto fino a sei settimane, dalla colata iniziale alla cottura finale.
Le piastrelle blu intenso che ne risultano, che partono dal piano terra dell'edificio londinese, si estendono fino al tetto. Si tratta di un trionfo artistico, ma anche tecnologico, in cui un livello di complessità e maestria artigianale quasi impossibile da realizzare con mezzi umani è reso visibile e tangibile grazie a una collaborazione potenziata dagli strumenti digitali.
Come condizione per l'approvazione del progetto, al "Londoner" – un hotel di lusso di 14 piani in costruzione nella leggendaria Leicester Square della capitale britannica – è stato richiesto di donare un'opera d'arte alla comunità locale. La società promotrice, Edwardian Hotels London, ha deciso di integrare l'opera nell'edificio stesso, indcendo un concorso di idee vinto da Ian Monroe, pittore e scultore locale.
Il completamento e il successo del lancio del The Londoner sono un segnale della rinascita di Londra e della fiducia nel futuro della nostra città come trampolino di lancio per uscire dalla pandemia globale