Uno spazio di lavoro accogliente, ricco di sensazioni tattili e coinvolgente, a metà strada tra un ufficio e un museo.
Parla con Bronwyn McColl della sede centrale di Rio Tinto
«Abbiamo analizzato a fondo il loro modo di lavorare, i materiali che estraevano e il processo attraverso cui tutti quei metalli e minerali vengono trasformati in oggetti: è da lì che è nata la scelta dei materiali», spiega Marcia Ascencio, responsabile del design.
«L'azienda desiderava mettere in evidenza un cambiamento nel proprio approccio e nel proprio impegno verso il rinnovamento, fornendo al contempo informazioni su chi è e di cosa si occupa. Concentrandosi sui quattro principali minerali e metalli – alluminio, bauxite, rame e minerale di ferro – lo spazio di accoglienza offre a investitori, clienti e scolaresche una visione approfondita dell'organizzazione.»
Per Rio Tinto, la sicurezza sul lavoro, la sicurezza culturale e la condivisione delle conoscenze sono priorità fondamentali dell'azienda, e questi principi guida trovano riscontro nel progetto.
Nell'area arrivi, i materiali utilizzati trasmettono un senso di calore, con finiture che richiamano le texture della sabbia, dell'argilla, della roccia e dei sedimenti del Territorio. «Abbiamo lavorato a stretto contatto con i rappresentanti indigeni di Rio Tinto nella progettazione dell'area arrivi per stabilire come rappresentare al meglio il Territorio dal punto di vista visivo», afferma la responsabile Bronwyn McColl.
«Il team di progettazione ha esplorato l'idea di decostruire i riferimenti al territorio, alle stratificazioni e alla geologia con cui Rio Tinto opera, e di astrarre questi concetti nel progetto per rappresentare il Paese in modo più metaforico.»
Da questa astrazione emergono curve sinuose, bordi morbidi, tonalità ocra e finiture grezze, con colori e contorni ispirati alle trame e al terreno dei siti di Rio sparsi in tutta l’Australia. Ascencio ha concepito l’idea di utilizzare filo di rame per rappresentare il paesaggio, facendolo ricadere da uno spazio cavernoso nel soffitto per creare un gesto scultoreo espressivo e un punto focale di grande impatto.
«Il soffitto risponde a due dei criteri progettuali: il rame è uno dei loro materiali principali e, inoltre, rappresenta il legame con la Terra, creando qualcosa di tangibile, dinamico e coinvolgente», afferma McColl.
Il tessuto è una rete semitrasparente realizzata con fili di rame: è morbido al tatto, ma mantiene la forma una volta modellato. La trama è stata realizzata a mano: Ascencio ha guidato l'installatore in loco, il quale ha modellato manualmente il tessuto flessibile per creare l'effetto di creste e avvallamenti.
I basamenti in acciaio, con finiture levigate a mano, richiamano il minerale di ferro allo stato grezzo, un altro dei materiali chiave indicati nel brief. Su questi basamenti sono collocate, come sculture, delle teste di trivella – la più grande delle quali pesa 110 kg – recuperate da siti minerari dismessi nell’Australia Occidentale. Questi allestimenti interattivi favoriscono la condivisione delle conoscenze e la divulgazione, incoraggiando i visitatori dello spazio a confrontarsi con la storia di Rio Tinto.
Le pareti in calcestruzzo a vista dell'area arrivi richiamano, per consistenza e tonalità, la bauxite, una roccia sedimentaria di colore bruno-rossastro, mentre il banco della reception, realizzato in pietra monolitica, costituisce un punto di riferimento deciso all'ingresso. Woods Bagot ha creato modelli 3D del banco della reception e ha collaborato a stretto contatto con uno scalpellino in loco per realizzare le diverse finiture su ciascuna superficie piana, tutte lavorate singolarmente con levigatura, finitura a pelle o sabbiatura per richiamare l'elemento della roccia grezza.
Lo spazio è stato progettato per trasmettere una sensazione di leggerezza e trasparenza; nelle sale riunioni, invece, lo Studio Ongarato ha ideato delle decorazioni adesive sulle porte in vetro che garantiscono la privacy, creando opacità attraverso raffigurazioni astratte del paesaggio caratterizzate da linee sottili. I disegni rappresentano una sezione verticale della terra, con le incisioni lineari che raffigurano gli strati di roccia e sedimenti.
Il colore diventa uno strumento di orientamento: la sfumatura dei colori dei minerali grezzi aiuta gli utenti a muoversi all’interno dello spazio. «Si parte dai colori minerali più caldi all’ingresso, che poi si fondono con quelli della sala VIP», spiega Ascencio. «Il colore forma una sfumatura man mano che ci si sposta lungo il piano, passando dai toni caldi dell’ocra a quelli del blu e del verde, che si intrecciano tra loro».
I toni del blu e del verde traggono origine dal processo di ossidazione dei metalli; attorno a un tavolo da gioco è appesa una tenda divisoria in ossido di rame, la cui finitura iridescente cambia colore dall'arancione al viola al variare dell'angolazione della luce.
«Le tonalità più scure creano un ambiente di lavoro rilassante che favorisce lo svolgimento di attività tranquille, in cui è più facile concentrarsi», afferma Ascencio. «Il colore scuro che circonda la zona centrale serve a favorire quella zona più tranquilla; crea davvero un ambiente interno accogliente che attira le persone fuori di casa dopo il COVID», afferma Ascencio.
La sede centrale di Rio Tinto integra linee espressive, geometrie organiche e materiali che mettono in risalto le potenzialità dei metalli nelle loro diverse forme. Attraverso sfumature cromatiche e forme sinuose, Woods Bagot crea un percorso spaziale dinamico e mutevole, che mette in relazione gli utenti con il territorio in cui operano attraverso un design coinvolgente.
15 giugno 2026
12 giugno 2026
26 giugno 2009
5 giugno 2026
04 giugno 2026
Tianjin, Cina
2 giugno 2026
1 giugno 2026