È stata resa nota la rosa dei candidati per l’edizione 2026 dei20° Sustainability Awards, che mette in luce una serie di risultati ottenuti in undici categorie di progetti.
Sin dalla loro istituzione nel 2006, i Sustainability Awards hanno premiato i progetti, le pratiche, i prodotti e le persone che contribuiscono a promuovere l’agenda nazionale in materia di sostenibilità. Giunto ormai alla suaventesima edizione, il programma è cresciuto fino a diventare uno dei premi più longevi e prestigiosi in Australia nel settore dell’ambiente costruito, dedicato ai risultati sostenibili.
Il progetto di Woods Bagot per “The Forest”, il nuovo campus dell’Università della Tasmania a Hobart, è stato selezionato per la categoria “Edifici istituzionali e pubblici”. Tra gli altri progetti selezionati in questa categoria figurano il Canberra Institute of Technology, l’Hoskins Building (la prima scuola australiana in legno lamellare (CLT) conforme agli standard Passivhaus), il Maribyrnong Civic Centre and Community Hub e il New Footscray Hospital.
Questi edifici di classe 9 stanno aprendo nuove frontiere nella progettazione e nella gestione sostenibile di strutture civiche, scolastiche e istituzionali, dimostrando al contempo efficienza energetica, gestione responsabile delle risorse e responsabilità sociale in generale.
Per “The Forest”, gli obiettivi del progetto erano quelli di rivitalizzare, adattare e valorizzare l’area di Melville Street attraverso un piano generale altamente integrato che onori il patrimonio storico, valorizzi il paesaggio naturale e soddisfi le diverse esigenze didattiche dell’università. I principi chiave del progetto prevedevano la realizzazione di un edificio in grado di esaltare le caratteristiche naturali e umane distintive di Nipulana/Hobart; che fosse accogliente e ospitale per il personale, gli studenti e la comunità; e che valorizzasse le persone e le loro modalità di lavoro su scala umana.
Partendo dalle condizioni esistenti, il team di progettazione ha fatto dell’esistente il punto di partenza per definire la direzione concettuale del nuovo. Tra questi figuravano i magazzini in mattoni, dichiarati bene storico, risalenti al 1922, quando il sito era adibito a deposito di legname essiccato e punto vendita della segheria. La riqualificazione comprende anche il restauro dell’iconica cupola della serra, progettata da Morris-Nunn and Associates nel 1997.
In quanto campus universitario altamente sostenibile, il progetto prevede strategie volte alla resilienza climatica e alla trasformazione urbana inclusiva, integrando soluzioni volte a promuovere l’azione per il clima, la resilienza della comunità e la riduzione delle emissioni di carbonio. Esempio di edilizia in legno massiccio, riutilizzo adattivo e il più ampio impiego commerciale di calcestruzzo di canapa in Australia, il nuovo campus coniuga approcci innovativi e sperimentali alla progettazione resiliente e sostenibile, valorizzando al contempo un elemento iconico del patrimonio locale.
La giuria dei premi di quest’anno era composta da Ben Peake (Carter Williamson Architects), Mahalath Halperin (Mahaleth Halperin Architects), Heather McCabe (DJRD Architects), Dick Clarke (Envirotecture), Gabrielle Pavicic (GBCA), Sandra Furtado (Furtado Sullivan), Jeremy Spencer (Positive Footprints), Mick Patterson (Blaise Building), Dominika Richards (Deicke Richards), Gagandeep Jadhav (Steensen Varming), Shae Parker McCashen (Green Sheep Collective) e il dottor Clyde Anderson (Australian Institute of Energy).
I vincitori saranno proclamati nel corso di una serata di gala che si terrà il 12 novembre presso il Museum of Contemporary Arts (MCA) di Sydney.
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